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SANTA FE
Or ecco SANTA FE dominatrice della foresta del fiume del piano, che, dal Chaco boschivo, spinge il dominio dovizioso e vario d´industrie e piantagioni, oltre i campi fecondi del Rosario; che assiste a giorno a giorno al miracol del grano spigato per il pan di tutto il mondo. e al miracol giocondo del sorgere improvviso a sè dintorno tutta una fioritura di città nuove, fervide, industri, palpitanti nel ritmo accelerato de ´lor mille molini; SANTA FE che al pio MANUEL BELGRANO, preludendo i destini della patria argentina, diede l´azzurro e il bianco per la prima bandiera che condusse lo stuol repubblicano, tra vittorie e disfatte, a coronare il sogno di MORENO, d´una patria offerente leggi intatte, ne´luoghi più distanti, a´dispersi abitanti, d´un paese offerente il suo vergine suolo illimitato agli uomini di buona volontà d´ogni stirpe e favella. SANTA FE, campagnuola e rivierasca, s´anco a volte ti scuota la burrasca, sei verde; ed il tuo nome è primavera. II O arridente ubertà santafesina, che ispiri il canto della villanella nella fresca mattina! Il sentore del fieno maturo incita il branco degli indomi polledri, scalpitanti via per i prati immensi; dalle froge anelanti, come vapor d´incensi sensuali, sprigionansi possenti aliti; e sale al cielo-in alto bianco, roseo e promettente un dì sereno all´orizzonte- squillante il nitrito dei maschi impazienti; e allor trema e s´avvalla l´aspettante cavalla; e intanto dai cespugli e dalle piante -mormorio, nenia, trillo- s´alza il coro festante de´nidi, come un inno di sponsali. E il chacarero mira pensoso, e punto da un acuto assillo, dalla casuccia il cielo, se mandi alfine l´aspettata piova. Non una nuvoletta, non un velo appanna il sole oriente. E il colono sospira: -Avrò quest´anno ancora seminato invano? - Poi, sereno e paziente, forte così che non sa disperare, la vanga imbraccia e s´incammina al prato: il GRINGO ricomincia a lavorare alla giornata nova.
FOLCO TESTENA
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