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Un modesto omaggio |
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Sovente penso a quei versi di GIACOMO LEOPARDI nei quali si parla dei limiti che il nostro luogo di nascita e le nostre particolari circostanze vitali ci impongono -quella siepe che nasconde L´INFINITO-, e che allo stesso tempo ci danno la visione del nostro destino, costruito dalla storia degli avi, dalla terra e dalla fatica di tante generaziioni. E così non ho trvato altro tema maggiore che riferirmi al mio paessaggio e ai tanti esseri umani che si sono dati la missioni di plasmare un futuro di benessere e concordia. SANTA FE è il luogo della mia nascita. Quel suo nome rivela il messaggio dei suoi primi abitanti, il lavoro faticoso e senza pausa per costruire un´avvenire migliore, guidato da una luce superiore, un lavoro anche evangelico meso in opera dai religiosi francescani, gesuiti e domenicani. La mia città, capitale della provincia omonima, ha-come l´ITALIA- una forma que ricorda quella di uno stivale, e appartiene alla Repubblica ARGENTINA. Situata nella regione centro -conosciuta come "pampa umida"-, ha una enorme richezza di suoli, attraversata da molti fiumi, e presenta una gran varietà paessaggistica: dai boschi, al nord, alla fertile campagna, soprattutto al centro e sud, dove cresce rigoglioso il mais, il frumento, la soia, e la canna di zucchero. Nel sud, ricco di pianure, pascola il numeroso bestiame. Sulle spiaggie dei fiumi, che vicino alla mia città creano laberinti di acqua e isole, dondolano al vento i salici piangenti e il seibo, un´albero questo il cui fiore incarnato è stato scelto come il nostro fiore nazionale, simbolo dell´amore solidale e della ospitalità dell´argentino verso gli stranieri che sono venuti a cercare un luogo dove costruirsi una vita di lavoro e pace. Anche il mate, la nostra bibita nazionale, è di uso tradizionali nella popolazione santafesina. Nelle ultime decade una gran attività industriale si è insediata nella nostra provincia, soptratutto intorno ai due grandi centri popolati: la capitale, SANTA FE, e la città di ROSARIO. La nostra bella bandiera nazionale, bianca e celeste, è nata sulla riviera del Paraná, un immenso fiume che transita la nostra provincia, e la mia città, dove in 1853 un gruppo di patrioti si congregarono per dare alla nazione ARGENTINA una legge suprema e fondamentale, la Costituzione che rigge ancora i nostri destini. La popolazione santafesina è conformata da un gran numero d´immigranti e di discendenti da stranieri, spiccando i marchigiani e i piamontesi. E´così che questa terra si conosce anche sotto il nome di "PAMPA GRINGA", dovuto agli italiani, cje erano chiamati così, e che sono arrivati a fare un paradiso di verdore dalle terre nella sua maggior parte disabitate e desertiche. Dalla epoca della colonizzazione (SANTA FE fu una delle prime città sudamericane a fondarsi, nel 1573), e fino ai nostri giorni, molte persone provenienti delle Marche si sono fatti celebri nella evangelizazione , nel lavoro della campagna, nel commercio, nell´industrializzazione e nelle arti. Soltanto a maniera di esempi, e senza pretenzioni di fare un ressoconto esaustivo, si possono menzionare queste personalità oriunde delle MARCHE , rinomate nella mia regione e nel paese: ANTONIO PIGAFETTA (1519-1522), primo cartografo del nostro paese. GIUSEPPE CATALDINO (da FABRIANO), sacerdote che evangelizzó Le Indie, intorno al 1600,insieme al napolitano SIMONE MAZZETTA. L´architetto FRANCESCO TAMBURINI (da ASCOLI-PICENO), che fu invitato dal allora presidente della nazione, JULIO ARGENTINO ROCA, per riformare la Casa di Governo e il famoso TEATRO COLÓN. L´ingegnere FRANCESCO PRATI, n. 1912(da ANCONA), dedito allo sviluppo della coltivazione e industrizzazione del cottone, di quella industria tessile che oggi rappresenta un vero valore nazionale. Anche fu importante il suo impegno nella fabbricazione della cellulosa, dei fiammiferi, delle stearina, candele e dello sviluppo della industria della carta argentina. FILIPPO RUTINI(da ASCOLI PICENO), che diede sviluppo all´industria del vino. OSIRI TROIANI (da PESARO), 1920, giornalista del quotidiano "La Opinión". Il prete FRANCESCO TOVOLINI(da MATÉLICA-MACERATA, 1875), scrittore evangelizzatore,autore di "Le regole per imparare la lingua Mocoví". DANTE ORTOLANI E NAZARENO ORLANDI, (da ASCOLI PICENO), pittori. OTTAVIO FIORAVANTI (da CIVITANOVA), pittore, scultore e notabile marmorario. GIOVANNI CINGOLANI, n. 1859(da MONTECASSIANO- MACERATA), pittore di motivi religiosi, chi fu tra l´altro ristauratore della Capella Sistina. Arrivato all´ARGENTINA nel 1909, si stabilì a SANTA FE, dove esercitò un fruttuoso lavoro educativo, creando le basi di un importante ambiente artistico nella città. Lavorò negli ammirati affreschi della chiesa Nostra Signora del Carmen, e di altre templi, e varie delle sue opere sono oggi patrimonio dei musei santafesini. Nel presente si possono nominare, tra i discendenti di marchigiani che spiccano a SANTA FE: Hugo Mataloni e Marta Mancinelli, scrittori. Edith Valeri, concertista. Nel compiersi l´anno 1996 il 50º aniversario della nascita della Repubblica Italiana, lo scultore santafesino FAVARETTO FORNER realizzò un importante monumento per onorare all´immigrante italiano nella la sua incondizionale contribuzzione al progresso argentino. Con più modestia, ma con identico fervore, anche l´intenzione di queste righe è stata quella di fare un propio e dovuto omaggio.
L. B. |