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MASSIMO GIROTTI (18/05/1918 Mogliano-Macerata. 5/01/2003 Roma)

E morto Massimo Girotti: “Il marchigiano dagli occhi blu che sembra Paul Newman”, come scherzava Luchino Visconti

Massimo Girotti in un'immagine degli anni '40


 Nato il 18 maggio 1918 a Mogliano (Macerata).Prima di iniziare la carriera di attore si era dedicato al nuoto. Già vedovo, lascia due figli, Alessio ed Arabella, ed una nipote, A-nahid, che studia recitazione. Girotti ha lavorato fino a poche settimane fa: sarà infatti Davide, un anziano smemorato che viene accolto da Giovanna (Mezzogiorno) e suo marito Filippo (Nigro), nel nuovo film di Ozpetek «La finestra di Fronte», nelle sale a fine febbraio.

«UN'ICONA DEL CINEMA ITALIANO» - «Il suo volto e la sua figura sono l'immagine del grande cinema italiano degli anni '40 e '50, da Blasetti ai grandi del dopoguerra»: così, con una definizione da storico del cinema, il regista Carlo Lizzani ricorda Massimo Girotti. Lizzani, che aveva conosciuto Girotti sul set di «Caccia tragica» di De Santis di cui era al tempo assistente, ricorda il «professionismo eccellente e scrupoloso di un grande attore, che è stato bravo anche a teatro: odiava il pressapochismo, per lui ogni battuta, ogni parola, doveva essere precisa e averE un senso nella sceneggiatura. Lo so anche per esperienza personale, avendolo diretto in "I margini della metropoli"». Lizzani sottolinea anche che «La bellezza fisica di Girotti in qualche caso ne aveva oscurato, ingiustamente, il talento che era davvero notevole, come dimostrò con Visconti, De Santis Antonioni e tanti altri».Muore il 6 gennaio 2003 per una crisi caridaca al Policlínico di Roma,aveva 84 anni .Aveva lavorato con i più grandi registi italiani, da Luchino  Visconti, Roberto Rossellini, a Vittorio De Sica. Girotti, uno degli attori più celebri e di più lunga presenza nel cinema italiano. Il suo ultimo film, “La finestra di fronte”, uscirà a febbraio 2003.Tra i suoi film più noti: “Un pilota ritorna” (1942) di R. Rossellini;  “Ossessione” (1943) di Luchino Visconti; “La Porta del cielo” (1945) di V. De Sica; “In nome della Legge” (1949) di Germi; “Cronaca di un amore” (1950) di Antonioni; “Ai margini della metrópoli” (1952) di Lizzani; “Un marito per Anna Zaccheo” (1953) di De Santis; “Senso” (1954) di Visconti; “Teorema” (1968) di Pasolini; “Ultimo tango a Parigi” (1972) di Bertolucci; “Il Mostro” (1994) di Benigni.

Fuente: 7 gennaio 2003 Corriere della Sera.

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