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E'
MORTO FRANCO FOSCHI
di
Asterio Tubaldi
E’ morto ieri pomeriggio all’ospedale regionale Torrette di Ancona all’età
di 77 anni l’on Franco Foschi. Ricoverato nei giorni scorsi per una grave
complicazione polmonare, il suo fisico, da tempo debilitato da una lunga
malattia, ha ceduto privando la città, in cui era nato, Recanati, di una
grande figura di prestigio. Laureato in neuropsichiatria, Foschi è stato
soprattutto un uomo politico ricoprendo incarichi amministrativi e di
governo. Iscritto alla Democrazia Cristiana e militante dell’Azione
Cattolica e delle Acli, ha militato nella corrente di Donat Cattin. A 29
anni fu eletto sindaco della città succedendo al suo amico Luigi Flamini.
Questo incarico lo portò avanti per ben dieci anni, sin al 1970.
Due anni prima, nel 1968, fu eletto per la prima volta parlamentare, nomina
che mantenne ininterrottamente sino al 1992. Come sindaco il suo decennio fu
caratterizzato dalla grande intuizione nel creare le premesse per lo
sviluppo industriale. Fu, infatti, sua l’idea di dar vita alla zona
industriale intitolata a Enrico Mattei stringendo rapporti strettissimi con
il suo amico Oliviero Pigini e favorendo così la creazione del prestigioso
marchio della “EKO”. Si deve sempre a lui e alla sua amicizia con Enrico
Mattei l’insediamento nel territorio dell’importante realtà industriale
della “Nuova Pignone”con la creazione di numerosissimi posti di lavoro. Come
primo cittadino mise la prima pietra dell’Istituto Tecnico Industriale.
Ancora più intensa è stata la sua vita di parlamentare. Alla fine degli anni
’70 fu nominato sottosegretario agli esteri nel governo Forlani con delega
all’emigrazione impegnandosi fortemente a salvare in Argentina, allora sotto
la ferrea dittatura militare, molti italiani dalla persecuzione e dalla
morte. A cavallo fra gli anni ‘80/81 fu anche ministro del lavoro,
esperienza che venne interrotta con l’esplosione dello scandalo P2 e la
scoperta del suo nome nell’elenco di Licio Gelli ritrovato dalla Finanza a
Castiglion Fibocchi. Durante la sua carriera politica ha ricoperto anche
importanti incarichi in Comunità Europea. Nel 1987, dopo la morte di Umberto
Bosco, fu nominato presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani,
incarico che ha mantenuto sino alla morte. E’ sotto la sua direzione che il
Centro ha preso a rifiorire con una molteplicità d’iniziative favorite anche
dalla “Legge Leopardi nel mondo” che fece approvare in Parlamento: un
finanziamento di dieci miliardi che permise la diffusione della conoscenza
del pensiero e dell’opera leopardiana in molti paesi stranieri. Foschi era
anche presidente onorario del Centro Studi portorecanatesi e ha ricoperto
negli ultimi otto anni l’incarico di assessore alla cultura
nell’Amministrazione Corvatta. Foschi lascia la moglie Brunella Cingolani e
quattro figli: Nicoletta, la più grande, Paolo, Anna e Gabriella. Il
sindaco, nella serata di ieri sera, ha convocato una riunione di Giunta
urgente per predisporre le onoranze funebri. Salvo diverse volontà della
famiglia, verrà allestita una camera ardente nel Palazzo Comunale e sarà
decretato il lutto cittadino con la sospensione, naturalmente, di tutte le
iniziative ludiche.
Fuente: radio r recanati16.08.2007
- Recanati
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