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Se lo Sferisterio è il
simbolo di Macerata, Palazzo
Buonaccorsi, custodia dei musei maceratesi, è destinato a
diventare il fiore all’occhiello di una città votata alla cultura. Il giro
inizia dal piano interrato dalle caratteristiche volte
a crociera. In un percorso molto curato si snoda il Museo delle Carrozza: 22
carrozze di diversa provenienza sono esposte su una pavimentazione di
graniglia naturale mentre il pubblico si muoverà agilmente su un pavimento a
doghe di legno, ad ogni giro d’angolo si scoprono installazioni multimediali
volte a coinvolgere il visitatore nell’atmosfera dell’epoca e nella storia
delle carrozze attraverso foto, citazioni e immagini di personaggi illustri,
il gioco di luci e controluci crea un’atmosfera di grande suggestione ed
ogni passo è una scoperta.
Si passa attraverso
varie sezioni tra le quali quella dedicata alle carrozze per bambini, alle
più eleganti, a quelle sportive, ai calessi, simbolo dell’emancipazione
femminile visto che potevano essere condotti anche dalle donne, per arrivare
alla collezione del Conte Pieralberto Conti, mecenate che ha portato l’Opera
allo Sferisterio e ha lasciato al Museo sette pezzi di grande
pregio.L’allestimento, curato dall’architetto Schiavoni non lascia nulla al
caso, ogni cosa sembra essere stata creata per trovarsi in una specifica
posizione o per rendere unico un angolo. Anche la ricca collezione di
finimenti trova spazio in vetrine costruite ad hoc con lo scopo di
proteggere dalla polvere e dal tempo. Girando per le sale si arriva al pezzo
forte che coniuga in maniera impeccabile passato e futuro. Lo descrive con
grande orgoglio l’Assessore Mauro Compagnucci: “Qui i ragazzi dello studio
Ennzerotre di Milano hanno ricostruito una carrozza virtuale. Si sceglie un
itinerario e la carrozza parte, ricreando l’emozione di un giro con lo
storico mezzo. Col Sindaco abbiamo fatto un bel giro da Macerata ad Apiro.”
Nella carrozza, che abbiamo immediatamente sperimentato, si sceglie una
cartolina dell’itinerario, si ins erisce
nell’apposita fessura e il viaggio ha inizio. Si gode dello scorrere del
passaggio circostante e il leggero movimento della carrozza che sembra
sussultare seguendo il terreno è un’esperienza da non perdere.
Mentre si
viaggia seguendo il paesaggio dai tre finestrini, il cocchiere racconta
storie e aneddoti e descrive i luoghi che si incontrano. “In questo modo –
ci dice Riccardo Castaldi dello studio Ennezerotre – si promuove il
territorio. Per ora sono disponibili quattordici itinerari ma ci auguriamo
che aderiranno altri Comuni in modo da dare ancora maggiore completezza.”
L’operazione è finanziata dalla Regione Marche che l’ha inserita nei
finanziamenti previsti nell’accordo di programma quadro per i beni culturali.Ancora
entusiasti per il giro in carrozza si sale al piano nobile del Palazzo
Bonaccorsi e si rimane a bocca aperta di fronte alle stanze, ancora vuote,
che saranno occupate dalle opere della Pinacoteca Comunale, ma che, pur
spoglie sorprendono per la loro raffinatezza e maestosità. la sensazione è
quella di avere improvvisamente cambiato città, di essere all’interno di un
palazzo romano o fiorentino, decorato ad ogni angolo, dal pavimento, agli
sportelloni delle finestre fino ai soffitti finemente decorati con figure
mitologiche, frutta, vegetazione e paesaggi.
L’effetto
delle immagini è quasi ipnotico e si fa uno sforzo innaturale a staccare gli
occhi dalla fusione di bellezze che si ha intorno. Neanche le finestre
deludono e aperti i raffinatissimi portelloni il panorama di cui si gode è
eccezionale. Neanche qui i lavori di restauro deludono, anche l’originale
terrazzino esterno è stato illuminato e questa sera riprenderà vita.E’
un’opera costosa che ha richiesto per i lavori di restauro 9 milioni e 400
mila euro e ben cinque anni, notevoli saranno anche i costi di gestione.
Qualunque sarà il futuro di palazzo Buonaccorsi, il suo presente è davvero
brillante e non si può pensare a un luogo più degno di accogliere la nostra
storia.
Questa
opera rappresenta un salto di qualità notevole sia per l’offerta culturale
che turistica di Macerata, ora sta agli operatori saper raccogliere i frutti.
Fuente: CM
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